<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588</id><updated>2011-11-25T00:47:13.193+01:00</updated><title type='text'>ROSEBUD</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>14</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-114151570879336514</id><published>2006-03-05T00:37:00.000+01:00</published><updated>2006-03-05T00:41:48.806+01:00</updated><title type='text'>Scolpire la luce</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.picchio.de/Abstrakt/Luce_e_Ombra/216_Luce_e_Ombra/a_216-Luce-e-Ombra.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.picchio.de/Abstrakt/Luce_e_Ombra/216_Luce_e_Ombra/a_216-Luce-e-Ombra.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Si può scolpire con la luce?&lt;br /&gt;Questa domanda mi rimbalzava in mente mentre venivo rapito dalla visione di alcune opere presenti alle Scuderie del Quirinale che ospitavano la mostra dedicata a Burri e agli artisti della materia.&lt;br /&gt;In fondo, continuavo a ragionare, l'opera cambia a seconda della sua illuminazione; la stessa dislocazione delle opere in un museo comporta una scelta di luce o di posizione che accresce, o diminuisce, il suo valore artistico in sè.&lt;br /&gt;Anche un cubo di colore neutro, perfettamente liscio, acquisisce un diverso valore se vien illuminato in un modo piuttosto che un altro.&lt;br /&gt;Il ragionamento tanto più vale per una scultura definita che rappresenti, ad esempio, una persona essa assume significati diversi, interpretazioni diverse a seconda se lo si illumina dall'alto piuttosto che dal basso. Per questo ritengo che la luce crea tridimensionalità grazie alle ombre che gli si oppongono. Tanto più ritengo che l'acme del realismo dell'arte si trovi in una scultura tanto perfetto da emanare luce essa stessa. Una scultura capace di creare luce è una scultura perfetta, giacchè lo scalpellatore è stato talmente abile da creare la luce, di scavare così in profondità nell'animo di ciò che doveva scolpire da impressionarlo nel marmo per l'eternità, a prescindere da quante altre fonti luminose possano essere applicate a quella stessa opera.&lt;br /&gt;Scolpire la luce, infatti, significa penetrare nella profondità dell'animo, fissare i sentimenti interiori del soggetto rappresentato nella sua forma esteriore.&lt;br /&gt;Dunque non scolpire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;con&lt;/span&gt; la luce, ma scolpire &lt;span style="font-style: italic;"&gt;la luce&lt;/span&gt;, uno dei fini più difficili che mi sia mai preposto di conseguire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-114151570879336514?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/114151570879336514/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=114151570879336514' title='91 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/114151570879336514'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/114151570879336514'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2006/03/scolpire-la-luce_05.html' title='Scolpire la luce'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>91</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113777962963880010</id><published>2006-01-20T18:31:00.000+01:00</published><updated>2006-01-20T18:53:49.650+01:00</updated><title type='text'>Panta rei</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.kaapeli.fi/book/boullee.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 450px; height: 262px;" src="http://www.kaapeli.fi/book/boullee.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Studiando l'archittettura del periodo rivoluzionario francese, mi sono imbattuto inn un disegno dell'incredibile architetto francese Etienne-Louis Boullée: "il progetto per una biblioteca pubblica".&lt;br /&gt;Sono rimasto affascinato dall'imponenza della costruzione, composta unicamente di solidi, "parlanti", quasi.&lt;br /&gt;Questi progetti sono di una modernità incredibile e, ancor oggi, a mio parere, attuabili.&lt;br /&gt;Ma piuttosto che il marmo, perchè non sostituirlo in favore di materiali come il vetro, o il plexigass, e il ferro?&lt;br /&gt;Amo la luce! Adoro che un edificio possa essere illuminato dalla luce solare, bianca limpida, calda. Ben venga, dunque, che l'opera sia completamente trasparente; che sia circondata da giardini traboccanti di fiori colorati. Che abbia una volta  che sia il cielo, mutabile: dall'azzurrro squillante al rosa pastello. Una costruzione che sia Natura, quasi invisibile, tutt'uno con Essa, ma che sia allo stesso tempo una protezione da Essa.&lt;br /&gt;Quale meraviglia sarebbe leggere immersi nel verde, sormontati dal cielo primaverile, con le nuvole bianche e soffici, oppure, durante un temporale, osservare, la pioggia scivolare sul vetro, leggendo cullati dal suo ticchettio.&lt;br /&gt;Il tutto plasmato sul progettto di Bullée: neoclassicismo e architettura moderna fusa insieme in una armonia tra costruzione e Natura, mai raggiunta prima.&lt;br /&gt;Interni che cambiano constantemente dalla luce e dalla stagione, del tempo e dei fenomeni metereologici; una costruzione in continua metamorfosi, in costante mutamento a pari passo con la natura.&lt;br /&gt;Mi rendo conto che per una biblioteca questa idea non sia effettuabile a causa dei problemi della conservazione dei libri.&lt;br /&gt;Ma credo che questo si ail futuro dell'architettura, soprattutto pubblica, in relazione con l'impatto ambientale.&lt;br /&gt;Una architettura che sia Natura, l'armonia definitiva.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113777962963880010?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113777962963880010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113777962963880010' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113777962963880010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113777962963880010'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2006/01/panta-rei.html' title='Panta rei'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113777806927927133</id><published>2006-01-20T18:14:00.000+01:00</published><updated>2006-01-20T18:27:49.290+01:00</updated><title type='text'>La sublime dicotomia dell' Essere</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www-utenti.dsc.unibo.it/%7Ebmarchet/ig/images/ViandanteBig.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 273px; height: 378px;" src="http://www-utenti.dsc.unibo.it/%7Ebmarchet/ig/images/ViandanteBig.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Sono forse un animo Romantico? In parte, forse. Se è vero che credo nel primato dell'immaginazione e della fantasia, è anche vero che credo che la realtà sia organozzata in un disordine puramente razionale. Piuttosto evedo da questa realtà tramite la mente, ricerco il Sublime, prediligo l'esplorazione del mio Io tramite fantasia e sentimento. Ma per evadere dalla realtà, c'è bisogno che questa sia razionale, per trovare il Sublime è necessario che la Natura sia disordinatamente organizzata, per esplorare il mio I0 c'è bisogno che io esplori prima, o contemporaneamente, la realtà per conoscere e conoscermi.&lt;br /&gt;Se con Kant esploro la realtà fuori di me, con la fantasia esploro quella dentro di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113777806927927133?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113777806927927133/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113777806927927133' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113777806927927133'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113777806927927133'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2006/01/la-sublime-dicotomia-dell-essere.html' title='La sublime dicotomia dell&apos; Essere'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113771340017926041</id><published>2006-01-19T23:57:00.000+01:00</published><updated>2006-01-20T00:34:37.800+01:00</updated><title type='text'>La sconvolgente tranquillità</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://harmonia2.online.fr/connaitre2.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://harmonia2.online.fr/connaitre2.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;E' necessario che un' opera d'arte, per definirsi tale, debba sconvolgere e tranquillizzare allo stesso tempo.&lt;br /&gt;Se ne deve essere attratti come un magnete: deve incantare. E' nell'incanto che l'uomo si trova rassicurato, all'apice della tranquillità.&lt;br /&gt;Nell'incanto l'uomo si isola da se stesso e dal resto del mondo, scavalcando quelli che sono i limiti del reale, entrando in una dimensione che può essere definita a sè, dove solo possono esistere il soggetto e l'oggetto, che, come in simbiosi, sono legati l'uno all' altro.&lt;br /&gt;E, in questo legame, il soggetto proietta se stesso nell'opera , rendendola viva, palpabile, calda.&lt;br /&gt;L'opera d'arte, dunque, stuzzica e mette in moto i più fantastici meccanismi della mente umana, stimolando l'ispirazione e l'immaginazione, provocando un senso di assoluta tranquillità come poche cose, come lo spettacolo della natura, possono provocare. Ma per incantare e attrarre, l'opera d'arte deve sconvolgere i sensi e la mente, mettendo a soqquadro l'ordine a cui la nostra visone della realtà ci ha abituati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113771340017926041?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113771340017926041/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113771340017926041' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113771340017926041'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113771340017926041'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2006/01/la-sconvolgente-tranquillit.html' title='La sconvolgente tranquillità'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113528285506704311</id><published>2005-12-22T20:42:00.000+01:00</published><updated>2005-12-22T21:24:55.553+01:00</updated><title type='text'>Bon voyage train!</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.morrice.info/artists/images/turner/rain_steam_and_speed.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.morrice.info/artists/images/turner/rain_steam_and_speed.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Lì dove la banchina termina,&lt;br /&gt;e un mare di ferro,&lt;br /&gt;come onde,&lt;br /&gt;si infrangono su di essa,&lt;br /&gt;e la tenue luce dei lampioni,&lt;br /&gt;come alba,&lt;br /&gt;rischiara soffusamente&lt;br /&gt;l'infinito blu profondo,&lt;br /&gt;l'incessante sferraglio,&lt;br /&gt;come ninna nanna,&lt;br /&gt;culla l'animo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lì dove ha fine la realtà&lt;br /&gt;e ha inizio l'immaginazione,&lt;br /&gt;la mia mente&lt;br /&gt;è pronta a partire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso altri mondi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Verso l'infinito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Luce, fischio, sbuffo.&lt;br /&gt;Ecco che parte:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Bon voyage train!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;font&gt;Lor&lt;span style="font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113528285506704311?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113528285506704311/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113528285506704311' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113528285506704311'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113528285506704311'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/12/bon-voyage-train.html' title='Bon voyage train!'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113346007516519429</id><published>2005-12-01T18:30:00.000+01:00</published><updated>2005-12-01T19:01:15.180+01:00</updated><title type='text'>Quel sole oltre le nubi...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.attiliotorrone.com/img/LesAmants.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.attiliotorrone.com/img/LesAmants.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Di nuovo.&lt;br /&gt;Fottutamente di nuovo. Ma stavolta è diverso, forse ho trovato colei in cui riporre il mio amore.&lt;br /&gt;Forse. Confusione, sguardi che si incrociano, parole nel vento, tutto onoricamente vero: che sia una realtà invasa e deformata dal mio sogno, dalla mia immaginazione.&lt;br /&gt;Qual'è la realtà?&lt;br /&gt;Sorrisi, risi, si, no, confusione.&lt;br /&gt;Illusione il mio amore? amore la mia illusione?&lt;br /&gt;Sogno di rivederla, di starle accanto, di farla ridere. è ancora un sogno?&lt;br /&gt;Quando mi sveglierò?&lt;br /&gt;Non mi ama, non mi amerà mai, ama un altro; ha lasciato per lui, ha pianto in segreto per il suo rifiuto.&lt;br /&gt;Troppo distante da lei la mia illusoria realtà.&lt;br /&gt;Non v'è via di fuga dal labirinto della mia mente.&lt;br /&gt;Esiste una realtà?&lt;br /&gt;Lei è reale?&lt;br /&gt;Nei suoi occhi il riflesso dei ghiacci del Nord, nel suo iride la luce delle costellazioni.&lt;br /&gt;Falso, tutto falso: un sogno, il mio.&lt;br /&gt;Non è possibile svegliarsi dal sogno della realtà.&lt;br /&gt;Impulso di abbracciarla. Di nuovo. Come sempre.&lt;br /&gt;Mente mia, dove vai?&lt;br /&gt;E Kant crollò.&lt;br /&gt;Non c'è una realtà.&lt;br /&gt;Nella mia illusione la realtà deformata, nel suo amore per un altro la disillusione della mia realtà deformata.&lt;br /&gt;Come un gabbiano planerò nel cielo.&lt;br /&gt;Oltre le nubi, oltre la realtà.&lt;br /&gt;Sempre più su, a veder quel sole oltre le nubi.&lt;br /&gt;Finalmente.&lt;br /&gt;Valeria, credo di amarti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113346007516519429?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113346007516519429/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113346007516519429' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113346007516519429'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113346007516519429'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/12/quel-sole-oltre-le-nubi.html' title='Quel sole oltre le nubi...'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113240342089031797</id><published>2005-11-19T13:16:00.000+01:00</published><updated>2005-11-19T13:34:45.926+01:00</updated><title type='text'>Quel lato di corso Trieste...</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.liceo-melzocassano.it/progetti/italiano/promessi_sposi/mainmap_ps.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.liceo-melzocassano.it/progetti/italiano/promessi_sposi/mainmap_ps.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Ero in procinto di rimmeter ordine tra le miei cose, quando vedo uno di quei cd in cui stavano la maggiro parte dei miei scritti, alcuni dei quali abbandontai letteralmente a loro stessi. Incurisoisto, dunque, lo infilo nel computer e mi metto a spulciarne i contenuti: a un certo punto, mi cade l'occhio verso un file il cui nome è I promossi studenti.&lt;br /&gt;I promossi studenti erano stati il mio progetto più ambiziosi del 2004, visto la difficoltà dell'imitazione della lingua manzoniana e della lunghezza dell'opera, oltre che per i contenuti.&lt;br /&gt;non scrissic he metà del primo capitolo, ripronendomi di finirlo più avanti. L'anno passo e lo scritto era ancora lì dove lo avevo lasciato; poi il diploma di Prato, la direzione Caporro che rimette in corsa EbravoGiulio, la morte della Masi. Non solo i personaggi, ma amche i contenuti della parodia persero di significato giacchè esponevano problemi già risolti.&lt;br /&gt;Rimane quindi questo scorcio di capitolo, completamente inedito, che vi ripropongo qui.&lt;br /&gt;Nonostante sia inconcluso, rimane uno dei miei lavori, a mio avviso, più riusciti.&lt;br /&gt;Buona lettura.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;I PROMOSSI STUDENTI&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;Personaggi e interpreti&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;Renzo  Conte, o come dicevan tutti Conti…………………………Lorenzo Conte&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lucina Piperna……………………………………………………Martina Piperno&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Aduse………………………………………………………………….Paola Duse&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Agobbondio…………………………………………………………Agostino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Bidella, detta “Perpetua”……………………………………………Sofia Masi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fra’ Alexandroforo……………………………………..Alèxandros Hatzikiriàkos&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Don Testigo……………………………………………………….Francesco Testi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Grezzo…………………………………………………………..Simone Ferraris&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli Ebbravi……………………………………….Marco Prato, Francesco Ciaralli&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’Innominata………………………………………………………..Laura Zerboni&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dailascorcia, detta “la Bibliotecaria di Monza”…………………….la bibliotecaria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carmeligidio………………………………………………………………Carmelo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Donna Passabile…………………………………………………Francesca Giuliani&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dottor Valente, detto “Azzecca ‘na mazza”………………………Giuseppe Valente&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: center;"&gt;&lt;span style="font-weight: bold; font-style: italic;"&gt;CAPITOLO I&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;Quel lato di corso Trieste, che volge al “Tortuga”, tra due corsie non interrotte di strade, tutto rotonde e curve, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelle, vien, quasi a un tratto, a restringersi e a prender forma e figura di scuola, tra una pizzeria a destra, e la “Settembrini” dall’altra parte; e le strisce che ivi congiungono i due marciapiedi, par che rendano ancora più sensibile allo studente questa trasformazione, e segni il punto in cui la piazza cessa, e il corso Trieste ricomincia, per ripigliar poi nome di lago Trasimeno poco più avanti. Ora, dicevamo, vi era proprio lì una scuola da tempo frequentata e che aveva il nome di “Giulio Cesare”, questa era una scuola assai rinomata e ben costruita: essa era come un paesucolo per il brulicare e la vivacità degli studenti e la vita trascorreva tranquilla tra un’ora di lezione e l’altra.&lt;br /&gt;Quel giorno di 7 novembre dell’anno 1604, suonata che era da poco la campanella della ricreazione, per una di quelle stradicciole che costeggiano il liceo, tornava bel bello dalla vendita delle sue pizze verso la sua pizzeria, don Agobbondio, pizzettaro preferito, nonché unico, dagli studenti del Giulio che più per fame che per altro erano spinti a comprarle, e il nostro pizzettaro ci guadagnava ogni giorno di che vivere e anche di qualcosa di più. Contava tranquillamente i soldi delle sue vendite quotidiane, e talvolta, tra un conto e l’altro, chiudeva il libricino dei conti,, tenendovi dentro, per segno, l’indice della mano destra, e, messa poi questa nell’altra dietro la schiena, proseguiva il suo cammino, guardando a terra, e pensando ai rialzi dei prezzi, avendo lui il monopolio, che avrebbe potuto fare l’indomani: poi alzava il viso, e, sistematosi con fare ozioso l’unta bandana blu, fissava ora le bellezze della natura che lo circondavano, sospirando con fare poetico come rapito da cotanta naturale bellezza, ora si girava fissando belle ragazze, sollecitando a tratti la sua salivazione. Aperto poi di nuovo il libricino dei conti, e letto un altro squarcio godendo non poco, giunse a una voltata della stradetta, dove era solito d’alzar sempre gli occhi dal libro, perché sapeva che a quell’ora passava sempre una bella pulzella, e di guardarsi innanzi: e così fece anche quel giorno.Il pizzettaro, voltata la stradetta, e drizzando, com’era solito, lo sguardo alla biondona, vide una cosa che non s’aspettava, e che non avrebbe voluto vedere. La biondona s’era tagliata i capelli e, a parer suo, il suo aspetto non ne guadagnava affatto, anzi il taglio faceva perder di fascino a quello che era ormai da tempo il suo sogno proibito, poi, distolti gli occhi da quel brutto spettacolo, li vide. Due uomini stavano, l’uno dirimpetto all’altro, al confluente, per dir così, delle due viottole: un di costoro, a cavalcioni sul muricciolo basso, con una gamba spenzolata al di fuori, e l’altro piede posato sul terreno della strada; il compagno, in piedi, appoggiato al muro, con le braccia incrociate sul petto. L’abito, il portamento, e quello che, dal luogo ov’era giunto il pizzettaro, si poteva distinguere dall’aspetto, non lasciavan dubbio intorno alla loro condizione. L’uno aveva un maglione a collo alto di colore ceruleo, il quale parea rigonfiarsi ad altezza dello stomaco, non perché fosse fatto di modo chè sembrasse così, ma per meriti dell’indossatore; questi indossava sopra al maglione quello che appariva essere come un pastrano di velluto di colore scuro, che arrivava fino ai piedi. A coprir i rapacei occhi un paio di occhiali scuri di quei nuovi modelli importati dalle terre fiamminghe e il ciuffo sabarazzino di color castano svolazzava da una parte e dall’altra, al cambiare del vento, come una di quelle banderuole che suolono essere sui camini delle case; il viso, paffuto, era coperto da una spinosa barbetta che cingeva la bocca tutta e rendeva ancor più cattiva l’espressione che solcava il suo viso. L’altro appariva invece più minuto e il suo aspetto dava a vedere che fosse somigliante ad un certo Giovanni Floris, famoso mediatore; aveva i capelli di color nero, squadrati sulla testa, e i suoi occhi erano corretti da degli occhialetti da vista che davan quella’aria da intellettuale di poco conto che leggono libri, non per accrescere la propria cultura personale, ma per far vedere di saper leggere anche di roba complicata e si vantano di saperlo fare con facilità, e, ad ogni buona occasione, non esitano a pavoneggiare, con citazioni prese a caso da quei dotti libri, la loro straordinaria saggezza e cultura, sicuri che, di quei poveri interlocutori del volgo, nessuno ci capisca niente. A dimostrazione della loro cultura, essi amano girar per le strade, di modo che ognuno lo riconosca come intellettuale di gran scienza, con uno di quei libri di grosso spessore e scritto di lettere piccole e fitte che al sol vederlo faccia pensare al passante che lo osserva: “guarda che librone che tien tra le braccia, di sicur deve essere un gran intellettuale!”. Spesso, poi i titoli di codesti libri erano in lingua latina, che in quel tempo faceva gran signori saperlo e leggerlo e il sol pronunciare di una qualche parola di questa lingua, foss’anche una congiunzione, rendeva queste persone agli occhi di tutti degli studiosi colti e ben educati a cui portar rispetto solo per il fatto che lo sembrassero.&lt;br /&gt;Difatti, l’uomo portava tra le braccia, in modo che la copertina si vedesse ben chiara e che il titolo , non si leggesse, ma si notasse che esso era scritto in latino, uno di questi libri dotti. Ambedue, poi, portavano nella cintola, arrotolati, un paio di giornali, di cui non si leggeva la testata: a prima vista si davan a conoscere per individui della specie de’ ebbravi.&lt;br /&gt;Questa specie, ora del tutto perduta, era allora floridissima nel Giulio Cesare, e già molto antica. Chi non ne avesse idea, ecco alcuni squarci autentici, che potranno dare una bastante de’ suoi caratteri principali, degli sforzi fatti per ispegnerla, e della sua dura e rigogliosa vitalità.&lt;br /&gt;Fin dal diciotto settembre dell’anno 1600, l’Illustrissima ed Eccellentissima Preside don Sofia di Masòn, Principessa degli operatori scolastici, Duchessa della biblioteca, Marchesa della sala professori, Contessa delle macchinette del caffè, grande Ammiraglia (nel senso fisico del termine), e gran Contestabile di parecchie cose, Governatrice delle fotocopiatrici e delle circolari e Capitano Generale di tutte le aule di Sua Maestà Scolastica in Italia, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;pienamente informata delle terribile situazione che la Scuola tutta sta vivendo per cagione dei ebbravi&lt;/span&gt;, pubblica un bando contro di essi.&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Dichiara e definisce che tutti coloro che si danno a riconoscere come facenti parte della redazione del presunto giornale di istituto …e bravo Giulio … i quali, essendo forestieri o del paese, non hanno esercizio alcuno, od avendolo, non lo fanno… ma senza salario, o pur con esso ma indebitamente intascato, s’appoggiano a qualche studente o gentil professore…per fargli spalle e favore, o veramente, come si può presumere, per intendere insidie ad altri…&lt;/span&gt; A tutti costoro ordina che, nel termine di giorni 30, abbiano ad uscire col suddetto giornale, a pubblicare qualsiasi articolo a lor pervenuto fino a quel momento, a devolvere il ricavato delle vendite in beneficenze e dà a tutti gli uffiziali del servizio Scolastico le più stranamente ampie e indefinite facoltà, per l’esecuzione dell’ordine. Ma, già l’anno seguente, scorgendo la detta Preseide, &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che questa scuola è tuttora infestata da questi ebbravi e che il giornale non è testè uscito, né tantomeno se ne avvisa l’imminente uscita&lt;/span&gt;, dà fuori un’altra grida, ancor più vigorosa e notabile, nella quale, tra l’altre ordinazioni, prescrive:&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;Che qualsivoglia persona che anche solo pe’ aspetto si debba a riconoscer come ebbravo venga a dimettersi dalla redazione cui appartiene e che venga a fondarsi un’altra redazione, totalmente nova rispetto alla suddetta, chè finalmente abbia uscire questo giornale, pena il congedo immediato da tali cariche&lt;/span&gt;. Tutto ciò, e il di più che si tralascia, perché &lt;span style="font-style: italic;"&gt;Sua Eccellenza è risoluta di voler essere obbedita da ognuno&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;All’udir parole d’una tale preside, così gagliarde e sicure, il cui solo rimbombare di tali minacciosi ordini avrebbe fatto credere a chiunque che tale piaga fosse scomparsa per sempre. Ma la testimonianza di un altro signore, che non ci pare essere meno dotato di nomi ridondanti quanto autorevolezza, par faccia intendere il contrario. Questi, che era Conte di molte contee, Duca di molti ducati, Marchese di molte marche e nondimeno aveva anche numerose case sull’Argentario, quattro stabilimenti balneari e un ipercoop, rende noto &lt;span style="font-style: italic;"&gt;che essendo venuto a conoscenza della miseria e sporcizia in cui verte simile istituto per cagione degli individui noti come Ebbravi e nondimeno per cagione di individui noti come bidelli&lt;/span&gt;, con risolutezza di intenzioni decide che &lt;span style="font-style: italic;"&gt;questi farabutti vengano ad essere soppressi con qualsiasi mezzo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt; &lt;div style="text-align: left;"&gt;&lt;font&gt;Qui il racconto si interrompe senza speranza ci continuazione...mi dispiace un po' ma tant'è.&lt;br /&gt;Rimarrà comuqnue uno dei miei preferiti per sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;font&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113240342089031797?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113240342089031797/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113240342089031797' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113240342089031797'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113240342089031797'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/11/quel-lato-di-corso-trieste.html' title='Quel lato di corso Trieste...'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113193108112106636</id><published>2005-11-14T01:50:00.000+01:00</published><updated>2005-11-14T02:18:01.143+01:00</updated><title type='text'>Infinito</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://warriorsoflife.altervista.org/desk/infinito_1.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 331px; height: 248px;" src="http://warriorsoflife.altervista.org/desk/infinito_1.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;l'Infinito. Vi è visione più bella? Sedersi e mirare oltre l'orizzonte fino a dove lo sguardo arriva: e da lì attraverso le nubi ove hanno dimora le stelle; ecco la Maior! e su per quell'asse fino al punto fisso del nostro cielo. Quindi, più su, lungo l'eclettica ove danzano le costellazioni insieme ai pianeti il loro valzer, fino alla cintura del cacciatore e inoltrasi lì dove hanno nascita gli astri. E poi via, seguendo la bianca via, trascinati dall'immaginazione, oltre il braccio di Orione fino a percorrere la nostra spirale per scorgere, poco lontano quella di Andromeda.&lt;br /&gt;E qui, guidati dalla sola luce, scagliarsi oltre l'infinito attraverso nubi, nebulose, galassie, sfiorando pianeti, stelle, Quasar, sorvolando asteroidi, sistemi planetari, buchi neri.&lt;br /&gt;Diventare energia pura annullando lo spazio e deformando il tempo, penetrare la materia e esplorare un nuovo infinito ove tutto è il suo contrario; quindi risalire su a riveder le stelle ad ammirare l'abbagliante luce di un astro morente.&lt;br /&gt;Come pioggia, fitte le lacrime scendono sul viso a formare un mare.&lt;br /&gt;E il naufragar m'è dolce in questo mare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113193108112106636?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113193108112106636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113193108112106636' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113193108112106636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113193108112106636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/11/infinito.html' title='Infinito'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113172771318883817</id><published>2005-11-11T17:37:00.000+01:00</published><updated>2005-11-11T17:48:33.196+01:00</updated><title type='text'>Al cor gentile rempaira sempre amor</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.meublog.net/adelaideamorim/arquivos/afrodite.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 231px; height: 350px;" src="http://www.meublog.net/adelaideamorim/arquivos/afrodite.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Mi dicono di lasciar perdere, di non curarmene e passare avanti.&lt;br /&gt;Mi dicono di fregarmene, di ignorarli e cercare il quieto vivere, sopportarli, che ormai manca poco. Mi dicono quello che già so, che sono dei minorati mentali, troppo diversi da me; e se già lo sai perchè li cerchi? Ci passeresti il tuo tempo? Mi chiedono con retorica, ma più con incredulità chi mi capisce, davvero pochi.&lt;br /&gt;Cercare una risposta adeguata è difficile, già la semplice risposta mi crea problemi.&lt;br /&gt;Ma una cosa la posso dire: sono i miei compagni di classe.&lt;br /&gt;E per quanto nessuna mente, se non la tyke, abbia agito perversamente cinque anni fa, quando ci ritrovammo per la prima volta in quella classe al primo piano; per quanto nessun nous ordinatore, se non la moira, abbia agito con coscienza nell'arraffazzonarci insieme, non mi sento di abbandonarli solo perchè nessuna volontà (nostra) ha deciso di metterci insieme per convivere cinque anni.&lt;br /&gt;Molti non ci sono più, hanno cambiato, hanno gettato la spugna, si sono ritirati verso ambienti meno ostili, in cui poter vivere, per poter aver un bel ricordo di quel pezzo di strada percorso insieme. Io sono ancora qua, così pieno di speranza da far dimenticare le delusioni che da sempre accompagnano la mia affannosa ricerca.&lt;br /&gt;Non ho rinunciato, ho tirato avanti, ho sofferto, ma sempre frainteso, emarginato, anche odiato. Eppure, anche se la mia rabbia esplode certe volte e mi riprometto di lasciar perdere, che tanto non si possono cambiare, che non c'è speranza, ecco che mi sovvengon quei momenti di pura armonia, allegria, gioia, momenti che odorano di estate, di chitarra, di classe.&lt;br /&gt;Se è già succcesso, succederà. E non dovrò più piangere, se non di gioia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113172771318883817?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113172771318883817/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113172771318883817' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113172771318883817'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113172771318883817'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/11/al-cor-gentile-rempaira-sempre-amor.html' title='Al cor gentile rempaira sempre amor'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113114768299368738</id><published>2005-11-04T23:21:00.000+01:00</published><updated>2005-11-05T00:42:29.430+01:00</updated><title type='text'>Il folle volo</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.city.kyoto.jp/bunshi/kmma/calendar/2002-2003/image/chagall.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 400px;" src="http://www.city.kyoto.jp/bunshi/kmma/calendar/2002-2003/image/chagall.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Evasione dalla realtà.&lt;br /&gt;Non v'è altro desiderio in me, se non questo. Evadere da una realtà piatta e monotona che si ripete in sè stessa, sempre uguale. Una realtà kantianamente meccanicistica, una realtà imprigionata nella legge della causa ed effetto. Ma evadere anche da una realtà teleologica che individua nel principio di fine la sua regola. Ecco, appunto, regole. Regole giuste, che vanno rispettate, regole oltre le quali non è concesso andare. Ma forse è proprio per questo che desidero infrangere queste regole, oltrepassare quel promemoria critico che pone i nostri limiti e che nei limiti trova la validità della nostra ragione. Ho desiderio di inquinare la purezza della ragione, trascendere la sua morale, infrangere l'universalità della sua estetica. Universale e necessario, limitato e invalicabile. Tutto perfetto, architettato ad arte, ma così asettico e ordinato; voglio ridare un posto alla felicità postulata e tenuta da parte. Voglio concedere nuovo primato alla fantasia piuttosto che alla ragione, pratica o pura che sia. Che sia una nuova rivoluzione copernicana: che la ragione torni a girare intorno alla fantasia e ne riconosca la sua validità così squisitamente antiscientifica, disordinata, particolare.&lt;br /&gt;Cosa saremmo noi senza la fantasia? Che ne sarebbe della scienza, se si fosse affidata esclusivamente alla ragione piuttosto che alla fantasia? Forse che la maggior parte delle scoperte non siano avvenute per merito di geni (e non ingegni, caro Kant) che non trovando risposta nell'uso esclusivo della ragion pura, ne hanno travalicato i limiti, percorso le strade dell'infinito, immaginato l'inimmaginabile, sondato l'insondabile aprendo le porte alle nuove, improbobabili, fantasiose, assurde, e quindi vere strade della fisica? E se la natura stessa si fonda sul disordine, un disordine entropico, apparentemente ordinato, come la mettiamo caro Kant? Che ne sarebbe dell'uomo stesso senza la fantasia? Un nulla forse, un altro essere meccanico del tuo meccanicistico mondo, il tuo sogno! Ma dacchè l'uomo è al mondo, non ha mai rinunciato ad ignorare quei cartelli posti ad indicare i limiti della nostra conoscenza per seguire le volteggianti strade dell'impossibile e dell'immaginazione, noncurante delle tue Critiche, alla ricerca dei suoi desideri più nascosti, dei suoi sogni più irrealizzabili. Perchè se non v'è posto per la felicità in questa realtà, Kant, allora l'uomo la cercherà altrove, tra i labirinti della sua mente; e imparerà a volare, l'uomo, tra l'infinito, provando nuove e incredibili sensazioni, tali da trascendere persino il sublime: il folle volo dell'uomo.&lt;br /&gt;Eccolo, caro Kant, il granellino di sabbia che ferma gli ingranaggi del tuo sistema perfetto, del tuo meccanicismo, eccolo incastrarsi proprio lì dove fa più male. E per qaunte volte cercherai di pulire la tua macchina della conoscenza, un altro granellino tornerà a fermarlo; e forse sarai proprio tu il perfido sabotatore della tua macchina invincibile. Già proprio tu, caro Kant, artefice della tua stessa distruzione. Non rimanerne incredulo Immanuel Kant; giacchè ogniqualvolta che andrai a dormire, la tua mente, finalmente libera dalla ragione, evaderà da questa realtà e ne sognerà migliaia di nuove. E tu, non riuscendo a capacitarti di questa evasione, ogni mattina ti alzerai, pulirai la tua macchina e ti siederai alla scrivania a cercare un nuovo principio a priori che ne giustifichi l'esistenza, incosapevole che altri miliardi di persone, in quel preciso istante, stanno sabotando la tua macchina perfetta con il loro fatastico, immaginario, onirico granello di sabbia.&lt;br /&gt;Il cielo stellato sopra di me, l'ineffabile vortice della fantasia dentro di me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113114768299368738?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113114768299368738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113114768299368738' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113114768299368738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113114768299368738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/11/il-folle-volo.html' title='Il folle volo'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113088618925936004</id><published>2005-11-01T23:19:00.000+01:00</published><updated>2005-11-02T00:03:09.270+01:00</updated><title type='text'>L'officina della fantasia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://www.artinvest2000.com/klee_citta-sogno.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer; width: 320px;" src="http://www.artinvest2000.com/klee_citta-sogno.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Quest'oggi non ho niente da raccontare al mondo. Nessun pensiero di alta cultura o di filosofica levatura mi si prospetta nella mente. Nessuno sfogo, nessun brutto pensiero, nessuna lamentela. Ma neanche nessun avvenimento di cui gioire, di festa, di felicità. Nessuna novità, nè vecchie notizie. Niente di niente.&lt;br /&gt;E allora, sospeso tra tempo e spazio, mi preparo ad entrare in quei luoghi, ove ciò che mai è di sicuro sarà, dove volare non significa avere le ali, dove amare vuol dire essere amati; dove ciò che piace e che fa male, fa solo che bene, dove i mostri diventano dolci fiori dai soavi effluvi.&lt;br /&gt;Mi preparo a vivere la mia realtà; mi preparo ad avere tutto ciò che non possiedo, o che solo per poco è stato mio ed ad averlo per sempre. Già, perchè lì dove sto per andare il tempo è così relativo che probabilmente Einstein l'ha presa lì la sua teoria.&lt;br /&gt;Lì dove sto per andare vivrò avventure magiche: scoprirò nuove città del sole e scalerò nuove accuminate montagne. Viaggerò verso Giove alla ricerca di Dio e troverò un biglietto d'oro tra la cioccolata. Visiterò un castello che vaga tra le Alpi e scoprirò l'amore con una maga. Troverò le sette città e, tra tritoni e sirene, recupererò un immenso tesoro. Volerò con l'astuto per i mari oltre le colonne della conoscenza e incontrerò cavalieri di latta contro i mostri del quotidiano. Sbaraglierò eserciti di piombo per amor di una ballerina e scapperò per l'Italia in cerca della mia Promessa. Narrerò di donne e cavalier, di armi e di amori, d'Achille l'ira funesta e del poliedrico l'indole, delle armi e dell'uomo canterò. Ruberò ai ricchi per dare ai poveri, volerò per l'aria con un pallone, navigherò tra i flutti con un sommergibile, fluttuerò tra le lande lunari con un missile. Creerò mostri umani e uomini mostri, piangerò me stesso e provocherò illacrimato pianto. Sarò dove non ci può essere nulla e dove c'è un'isola. Disegnerò pecore per un piccolo amico e metterò al riparo la mia rosa, racconterò alla principessa mielle e uno storie, sfregherò lampade ad olio ed esaudirò tre desideri. Viaggerò attraverso il catai e passerò a Nord-Ovest. Troverò l'oro nel Transvaal, il petrolio in Alaska e gli opali in Australia. Sconfiggerò Apollo e raccoglierò il pomo. Attraverserò labirinti, diverrò asino, alloro, toro, scarafaggio. Diventerò un bambino vero e mi scioglierò nel mare, tramutato in spuma.&lt;br /&gt;E con ali di carta nell'immenso dei cieli volerò, con lei affianco e tutto tremante le labbra di cotal splendore bacerò. L'un vicino all'altro, per l'eternità: Galeotto fu il sogno e chi ne fu l'artefice.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113088618925936004?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113088618925936004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113088618925936004' title='8 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113088618925936004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113088618925936004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/11/lofficina-della-fantasia.html' title='L&apos;officina della fantasia'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>8</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113077521801660626</id><published>2005-10-31T16:13:00.000+01:00</published><updated>2005-12-22T21:25:43.353+01:00</updated><title type='text'>Amor ch'a nullo amato amar perdona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6402/1681/1600/IMG_1341.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 10px 10px 0pt; float: left; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6402/1681/400/IMG_1341.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;Io sono ossessionato dalle ragazze.&lt;br /&gt;Le adoro. Gran parte della mia felicità deriva da loro, dal mio rapporto con loro.&lt;br /&gt;Si c'è il cinema, il disegno, i fumetti, i miei amici, la poesia e la filosofia, l'arte e la letteratura.&lt;br /&gt;Ma loro, loro sono ciò che dà senso a tutte le mie passioni. Sono il filo conduttore, o meglio il termine ultimo, l'ultimo piccolo tassello che completa il mosaico.&lt;br /&gt;Ben inteso non tutte le ragazze mi sanno dare questo.&lt;br /&gt;Quale felicità per me sarebbe avere una amica con cui passare le giornate a parlare, ridere, scherzare e a giocare. Certo ho Mirta, una delle più belle cose che mi siano mai capitate durante la mia, seppur breve, vita. Mirta è la mia migliore amica (che è stata - e mi piacerebbe che lo fosse per sempre, ma per ora è cosa lontana - la mia anima gemella), lei è una ragazza solare, con cui parlare di tutto, ma proprio tutto, senza vergogna, con cui ridere a crepapelle, giocare, passeggiare. Una ragazza profonda, come non ne ho mai viste, con un cuore enorme. I momenti più belli della mia vita li ho passati soprattutto con lei. La adoro, ci passo le ore al telefono, è l'amica ideale. Ma abita a Napoli. Non ci vediamo quasi mai e ciò concentra la mia felicità nei pochi giorni in cui abbiamo l'occasione di vederci, e dilata la mia infelicità durante i lunghi intervalli in cui io sto a Roma, lei è a Napoli. E poi le non partecipa della mia vita romana in senso stretto, la realtà cittadina differente è, in qualche modo, l'unica cosa che ci divide, oltre che fisicamente, psicologicamente.&lt;br /&gt;Qui il problema, io non ho una amica, nel senso stretto, romana. E mi piacerebbe tanto averla; non che non le conosca di ragazze, ma nessuna di queste ha un rapporto simile con me.&lt;br /&gt;Vi chiederete perchè tutta questa smania per una amica, se ho tanti amici che sono come fratelli per me. Per quello che dicevo prima. Io le ragazze le amo, sento che esse saprebbero completare la mia anima, sento che loro sarebbero la mia parte complementare.&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://photos1.blogger.com/blogger/6402/1681/1600/IMG_1345.jpg"&gt;&lt;img style="margin: 0pt 0pt 10px 10px; float: right; cursor: pointer;" src="http://photos1.blogger.com/blogger/6402/1681/400/IMG_1345.jpg" alt="" border="0" /&gt;&lt;/a&gt; E tutto ciò racchiuso, nella maggior parte delle ragazze, o perlomeno nel mio tipo ideale, racchiuso in un corpo aggraziato e armonico ricoperto da quella pelle liscia e chiara, fatto di forme proprorzionate nè troppo grandi, nè troppo piccole. E il viso, luminoso e solare, ma anche un po' enigmatico, e quei capelli fini e lunghi che fluenti calano sui suoi occhi, coprendoli. Insomma una staua greca scolpita dal Fidia, o la Psiche di Canova, per intenderci.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt; Adoro tutto di loro, il modo in cui camminano, il modo i cui si vestono. adoro quelle parti del loro corpo lasciate scoperte dai vestiti aderenti o dai pantaloni che calano alla vita. Adoro come sorridono, le loro voci, se non troppo inquinate dal romanaccio che non sopporto. Adoro come si presentano al mondo, come seducono, come ti guardano quando vogliono lanciarti un segnale di intesa, adoro la loro sensualità, adoro quando ridono alle tue battute; adoro quando fumano, trovando che il modo con cui buttano fuori il fumo o tengono in mano la sigaretta si addica alle loro forme agraziate, alla linea gotica dei loro corpi, come il fumo sale in aria in imprevedibili spirali. Adoro sapere cosa pensano, come lo pensano; adoro il loro romanticismo, adoro le lor mani, adoro il tocco della loro pelle sulla mia. Adoro quando ti abbracciano, ti danno un bacio, ti accarezzano senza alcun valido motivo per farlo, se non l'affetto. Adoro tutto di questo e tutto questo mi manca. Così estremizzo questi particolari, li rendo unici, li rendo straordinari.&lt;br /&gt;Così eventi perfettamente normali per delle persone normali, per me diventano degli eventi di portata unica, da farmi battere il cuore. Perchè tutto questo mondo è così lontano da me. Non capisco cosa mi renda così ripugnante all'altro sesso. Io non voglio che dare affetto e in cambio ricerverne giusto un po'; voglio solo confidarmi con qualcuno, volio solo trovare qualcuno con cui sfogarmi, ma qualcuno che sia diverso dai miei migliori amici. Per questo le ricerco così ossesionatamente, per questo le cerco e le ricerco ma in un modo o nell'altro finisco per essere sempre lontano da loro. Perchè sono in qualche modo diverso dai mei coetanei e perchè sono timido da far paura? Ancora devo capirlo.&lt;br /&gt;Per ora il mdono femminile è veramente un orizzonte, una cime di un monte lontano che si invidia, si agogna, si vuole raggiungere la più presto per dire "ci sono anche io! ora mi sento completo!"&lt;br /&gt;Forse è per questo che ho inziato un po' a comprtarmi come loro, a vestirmi come loro (si intenda in senso generale di moda generazionale). Ma non ce l'ho mai fatta ad uniformarmi completamente, seppur esterirmente, alla massa. Sarebbe davvero distrugere la mia identità.&lt;br /&gt;Così non mi resta che guardarle, una per una all'uscita di scuola, osservarle, scrutarle, e usare la mia unica arma di consolazione; la mia fantasia e viaggiare al suo interno, come ogni qualvolta che rimango deluso dalla realtà che vivo e trarre felicità da quei sogni, seppur così nitidi, ma pur sempre sogni.&lt;br /&gt;E dormo, dormo, dormo, in continuazione. Dormo per pensare a loro, per sognare e sognarle. Per avere quello che nella realtà sembra essermi precluso. Ormai le ho sognate tutte, le ragazze che consco e con ognuna di loro ho sognato di avere unr apporto di amore. Niente di quello che potrebbe immaginare un qualsiasi maschio medio. Niente sesso, solo baci, baci, baci, baci abnracci, carezze, stare l'uno attaccato all'altro. Sognavo la sensualità del tocco, dello stare insieme, nello stare finalmente vicini.&lt;br /&gt;E non lasciarsi più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;p.s&lt;br /&gt;le foto sono di alcune scout di Roma con cui ho fatto il corso allievi rover questo weekend. le conosco a malapena, ma le considero corrispondenti almeno in parte ai mei canoni "classicisti" di ragazza così le ho fotografate e per questo sono rpesenti in questo post.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113077521801660626?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113077521801660626/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113077521801660626' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113077521801660626'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113077521801660626'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/10/amor-cha-nullo-amato-amar-perdona.html' title='Amor ch&apos;a nullo amato amar perdona'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113071764264570164</id><published>2005-10-31T00:46:00.000+01:00</published><updated>2005-10-31T01:14:02.656+01:00</updated><title type='text'>Traslocando...</title><content type='html'>Ebbene sì, cambio blog.&lt;br /&gt;Lascio il megasito (che già il nome è tutto un programma) di giovani.it, per questo blog un po' più personale e, magari, un po' più discreto.&lt;br /&gt;Non c'è un motivo preciso per cui cambio: tenevo quel megasito quasi per gioco; c'ero finito quasi per caso, su giovani. Era la prima volta che mi affacciavo sul mondo dei diari online: all'epoca credevo, per la sua utenza di giovani e di coetanei, forse, che mi avrebbe avvicinato un po' di più ad un mondo in cui mi sentivo estraneo, quello dei miei coetanei (non tutti, per lo meno, la maggioranza), per l'appunto.&lt;br /&gt;Era un periodo buio, ero ancora in piena depressione post Mirta, e nel modno reale, d'altra parte, tenevo nascosta una mia parte, una parte fatta quanto di virtù, tanto da vizi, che a fatica per anni avevo represso. Poi, all'improvviso, mi si affaccia un mondo nuovo, un mondo dove i giovani dichiaravano se stessi ad altri giovani, a sconosciuti per lo più. Un mondo fatto di anonimi a cui narrare i miei sfoghi, le miei paure, le mie ombre, così tanto tenute nascoste, con fatica, nel mondo reale, nel mondo dei conoscenti.&lt;br /&gt;Se vogliamo un paragone è come l'uomo ragno che si toglie la maschera e inizia a dire quello che pensa al mondo intero, che non lo conosce, e nel quale, per paradosso, è una celebrità.&lt;br /&gt;Mi sentivo un po' così a scrivere quei post i cui dichiaravo le cose più normali per la maggior parte dei miei coetanei, e così nuove per me.&lt;br /&gt;Credo che in qualche modo, quel megasito, mi abbia aiutato, pur nel suo sfarzo commerciale, fatto di riquadretti in cui uno elenca, anche con fare infantile, se vogliamo, ciò che odia e ciò che ama, fatto di "fotine" e squallide abbreviazione alla sms; mi sfogavo, era già qualcosa.&lt;br /&gt;Lo abbandonai a se stesso quando mi misi con Sara, inutile ormai anche come valvola di sfogo, avevo la mia ragazza, mi bastava, salvo mai più riprenderlo quando mi lasciò neanche due mesi dopo, nonostante le depressioni si ripresentassero più acute e più dolorose; sentivo che avevo bisogno di nuovo di quello spazio dove sfogarmi con la massa anonima.&lt;br /&gt;Eppure, nonostante spesso avessi voglia di mettermi lì e scrivere e scrivere, non riuscivo a riprendere: mi vergognavo dei post precedenti, erano così, anche volgari e, troppo, spontanei.&lt;br /&gt;Qualcosa era cambiato. Io ero cambiato.&lt;br /&gt;Chiamatela maturità se volete, semplicemente sentivo di aver bisogno di uno spazio più serio, più ristretto, stavolta dedicato a chi già conosce qualcosa di me, e per me intendo anche l'altro me, quello senza maschera, in cui dar sfogo, nuovamente, ai miei pensieri, stavolta tutti.&lt;br /&gt;Non avevo più bisogno di un megasito, ma di un diario.&lt;br /&gt;E così eccomi qui, a Rosebud.&lt;br /&gt;Incomincio da capo, il trasloco è finito.&lt;br /&gt;Bemvenuti a casa mia, benvenuti a Rosebud.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113071764264570164?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113071764264570164/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113071764264570164' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113071764264570164'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113071764264570164'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/10/traslocando.html' title='Traslocando...'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-18465588.post-113070996935717058</id><published>2005-10-30T23:06:00.000+01:00</published><updated>2005-10-30T23:21:44.910+01:00</updated><title type='text'>Perchè Rosebud?</title><content type='html'>Già perchè "rosebud"?&lt;br /&gt;Un motivo c'è: rosebud più che un titolo è un monito.&lt;br /&gt;Molti, come sapranno, riconosceranno in rosebud il nome della slitta di C.F.Kane in "Citizen Kane" (alias "Quarto potere") di Orson Welles.&lt;br /&gt;Non perchè io mi riconosca nell'avido e furbo magnate Kane; piuttosto è la slitta, è rosebud che per me è un simbolo di qualcos'altro, un qualcosa che non dovrò mai perdere di vista.&lt;br /&gt;Rosebud è l'infanzia. Rosebud è quel piccolo bambino in noi che mai è scomparso. Rosebud è la famiglia. Rosebud è la spenzieratezza, l'innocenza, l'onestà con se stessi, la gioia di vivere ogni istante, la felicità racchiusa nelle piccole cose quotidiane.&lt;br /&gt;Rosebud è la nostra stella polare. Un punto di riferimento che non bisogna mai perdere di vista, per non perdersi e rimanere solo, come Kane.&lt;br /&gt;Rosebud è la nostra luce.&lt;br /&gt;E quindi Rosebud sta lì in rosso, al centro, imponente a ricordarmi della sua esitenza, della sua importanza; a dirmi: non perdermi mai di vista, se non vuoi perdere la strada.&lt;br /&gt;Non la perderò.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lor&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/18465588-113070996935717058?l=therosebud.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://therosebud.blogspot.com/feeds/113070996935717058/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=18465588&amp;postID=113070996935717058' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113070996935717058'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/18465588/posts/default/113070996935717058'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://therosebud.blogspot.com/2005/10/perch-rosebud.html' title='Perchè Rosebud?'/><author><name>Il Piccè</name><uri>http://www.blogger.com/profile/17210786387122108927</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='23' height='32' src='http://www.friendcircles.com/photo/personal/1197/1197630-7040-l.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry></feed>
